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Papa Francesco, in incognito, ai Mercatini di Trento

Papa Francesco, in incognito, ai Mercatini di Trento

È una di quelle giornate cortissime, quella del Solstizio d’inverno, la più breve. Una temperatura abbondantemente sottozero e mi sto avvicinando ai Mercatini.

Mi scussi,” mi dice il nonno intabarrato, incrociato dietro al Duomo, ”potrebbe aiutarmi con una indicassione?

Che strana sta zeta sibilante l’ho già sentita altrove, lo stesso suono dolce di certi vicini di casa sudamericani. Lo scruto in faccia, tiene un cappello abbastanza basso da coprirgli il viso. Eppure, lo conosco questo volto.

Fulminante intuizione…Scusi, le sembrerà strano, ma lei assomiglia moltissimo a Francesco, l’attuale Papa….

Zitta zitta, per carità! Non si faccia sentire, mi sono preso una pausa, perché avevo bisogno di capire, di vedere, de stare in messo alla gente. Roma e il Vaticano sono così faticosi, mi sono preso una breve vacanza senza tutto il codasso della sicurezza.

Cosa ci fa Lei qui, nel bel mezzo di Trento e nelle bolgia dei Mercatini? Non siamo un po’ lontani dalle Sue attenzioni, finalmente concrete, verso i poveri e i senza dimora?

Bella osservasione…sono qui per capire cosa rappresenti il Santo Natale da un altro punto di vista…il consumismo sfrenato, come ha trasformato questa festa sacra!? Ho letto e visto di questi pellegrinaggi verso i Mercatini e me paiono un segnale divino, me pare… La gente comune perché è qui, se fa centinaia de chilometri… perché non è anche tutta quanta  in Chiessa…

Mi gratto in testa, mi sorprende l’acutezza di questo uomo eletto Papa, a 81 anni appena compiuti, con una curiosità così viva per noi common people!

Onestamente – mi permetto in modo franco e diretto – la liturgia è divina, storica e rassicurante, ma è così noiosa, così lontana dal modo con cui si comunica oggi. È davvero una esperienza lontana da noi… questo non significa che la Chiesa debba diventare un luna-park come in Piazzale San Severino, ma nemmeno così pesante… solo lei potrebbe davvero imprimere una autenticità che un po’ si è persa…

Mi sorprende con uno sguardo divertito e te allora come la vorrebbe la liturgia?!

Andrebbe mixata l’esperienza pagana, consumistica di oggi, creando uno spettacolo teatralizzato, pieno di vita, divertente e coinvolgente… una esperienza in cui non si ascolta solamente e si ripete in modo passivo, ma la si vive: movimento, musica, pensiero sentito… anche quello dei fedeli… felici per la nascita, vivi, semplici e bislacchi, ma presenti… un po’ all’africana o alla sudamericana… mi piacerebbe che ogni liturgia potessimo registrarla e inviarla ai fedeli via social, le barriere così maestose dei templi cristiani, bellissimi, si abbatterebbero e il fuori si ibriderebbe con il cuore della Chiesa… musica, canti pieni di gioia… non come a un funerale!

Momenti di silenzio imbarazzato… beh credo di aver esagerato un po’…

Mi stai proponendo la rivoluzione di migliaia di anni! Peggio che la rivoluzione russa…che però è stata un po’ en disastro…

Santo Padre, è valso di più il suo ballo in pista per farla conoscere e apprezzare, che mille encicliche… utili anche quelle, certamente, ma… Poi, visto che ci siamo, mi permetta, un’altra sfacciataggine… noi donne siamo davvero trattate da serie B… non tanto come in altre religioni o culture, però nemmeno viene valorizzato il nostro potenziale… e se la madre lingua si allontana, nessuno la parlerà più…

Adesso il visto è davvero cupo e credo che stia per mandarmi a quel paese…

Nel frattempo ci avviciniamo alle luci e alle bancarelle, la gente cammina, si saluta, acquista, degusta, porta a spasso i diversi pacchettini… risate, allegria, freddo e vin brulé…

Allora te me stai dicendo che dobbiamo abbassare il livello e rivoluzionare tutta la nostra storia… gente che si impegna per celebrare la fede, che pensa e predica senza conoscere le Sacre Scritture e che pure vuole essere ricordata con i selfie e i video!!?? Sui social… Copernico a confronto mi sembra uno anonimo reazionario…

Il doversi mettere in gioco e dire la propria, può essere il modo di impegnarsi a studiare e riflettere su ogni cosa… poi se penso a quello che ogni  giorno leggiamo sui social, mi prende lo scoramento… però questa voce imbecille e questa rabbia urlata, come fai a ignorarla e farla tacere? Una Chiesa che come ogni istituzione coinvolge, si fa partecipe, dialoga in modo dinamico e vero, e ci aiuta a scoprire il verbo, una Chiesa di strada… o meglio, che ti indirizza sulla via… poi il livello più alto deve preservare il sapere..

Me pare che stai sognando, me pare che qui in questo mercatino, la Chiesa sia davvero fuori luogo… ma la fede, quella si che ci potrebbe anche essere, se potrebbe ritrovare…nascosta bene da questo surplus, da questo eccesso… così inutile se pensi ai luoghi più poveri del mondo…

Santità dia però una occhiata attenta, vede che questo brillare è solo apparente, vede quanto è stucco e pittura, quanto è artefatto… il consumo ci vuole fare ricchi anche se non lo siamo, ma questo è il Natale di questi tempi e di questo mondo materiale, questi siamo noi… pieni di tanto ciarpame che ci confonde e soffoca, e ci fa prendere fischi per fiaschi… ma forse è proprio quello che vogliamo, o che vogliono, per renderci più docili..

Un sorriso ironico e divertito e poi un piede in fallo, cade… maremma e mi si rompe il Papa e siamo rovinati… mi rigiro e apro gli occhi… ma dove è finito? Dove sono, cos’è successo… è buio, la sveglia sta suonando come tutte le mattine… ma Francesco dov’è… e mi rendo conto di averlo solo sognato… un bel sogno… sembrava quasi vero…

Buon Natale Papa Francesco ai Mercatini di Trento, autenticamente immaginato…

Emanuela Corradini